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DEL «SISTEMA ORIGINARIO» DEL DOTTOR WILLIAM HORATIO BATES PER
LA CURA DELLA VISTA CON METODI NATURALI
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“il falco” numero 12 luglio-agosto 2005

IN QUESTO NUMERO

Il Dott. Bates, nel primo articolo, risponde alle lamentele che arrivano da parte di quelle persone che si ritengono impossibilitate a praticare i metodi di rilassamento perché “non hanno tempo”: in realtà, si ha lo stesso tempo che c’è per usare gli occhi male che per usarli bene. Con tale realizzazione nella mente, è impossibile non riuscire nella cura, che non è basata su faticosi esercizi di “ginnastica oculare” ma sul riposo. Questa è la parola chiave del secondo articolo, dove il grande medico americano ci sorprende ancora una volta citando il caso di un suo paziente con una miopia di 40 (quaranta!) diottrie, che sperimenta momenti in cui l’occhio ritorna normale quando egli guarda una parete vuota e non si sforza di vedere: in sostanza, la visione non migliora mai se i metodi usati non portano l’occhio in uno stato di riposo. Con il terzo articolo offriamo ai nostri lettori una fondamentale documentazione, quella pubblicata da Bates sul New York Medical Journal del 30 agosto 1913: si tratta dei dati statistici completi relativi alla sperimentazione del suo metodo di prevenzione della miopia da parte degli insegnanti che tanto successo ha raccolto all’epoca. È certo al di là di ogni possibile dubbio che la miopia si può prevenire nelle aule scolastiche, usando la Tabella di Snellen come oggetto familiare (memorizzato) per la lettura in lontananza. Sono migliaia i casi di bambini scolari beneficiati, come documentato dai dati tabulati forniti nell’articolo, e rimane sconcertante il fatto che questo metodo sia poi stato abbandonato, i suoi fantastici risultati, certificati da osservatori ufficiali indipendenti, non ostanti. Continuiamo a parlare di bambini scolari pubblicando il numero 78 della serie delle Storie dalla Clinica, successiva alla edizione dell’omonimo libro originale di Emily C. Lierman; in particolare si offrono suggerimenti per la cura dello strabismo nei bambini piccoli e si sottolinea come il lavoro degli insegnanti potrebbe essere molto facilitato se si badasse a mantenere in uno stato di riposo la mente e la visione degli allievi evitando sforzi e tentativi forzosi per leggere. Continuiamo a pubblicare la serie delle Fiabe della Vista Perfetta, in attesa dell’uscita del libro, a Natale 2005, che le raccoglierà tutte. Lo scrittore George Guild racconta la storia di Freddie, un ragazzino che a scuola faceva fatica a seguire le lezioni perché si addormentava sempre a causa della sua vista imperfetta; è stata la Fata Bianca ad aiutarlo, insegnandogli come dondolare il corpo e usare la memoria e l’immaginazione per riposare la mente. Continuano i resoconti degli incontri della Better Eyesight League, con l’annuncio dell’apertura di una “filiale” nella cittadina di Orange, N. J., e il riassunto dei casi in trattamento, tra i quali quello molto interessante di una paziente non vedente che impara a camminare per strada senza bisogno di accompagnamento. Con il successivo articolo ci spostiamo in Germania, dove nel 1927 inizia la pubblicazione della rivista Lernt Sehen! che nella “prefazione” ai lettori tedeschi a cura dell’Editrice Elsabeth Friederichs offre un originale punto di vista interpretativo sulla figura del Dott. Bates, considerato un autentico pioniere della Conoscenza umana. Nella sezione dedicata all’oggi, abbiamo un’intervista formidabile concessa da un abbonato a “il falco” che è riuscito in soli cinque mesi di auto-trattamento basato sul rilassamento e l’immaginazione a guarire la sua grave vista imperfetta, inferiore a 3/100 nell’occhio più debole, superando brillantemente il severo esame per il rinnovo della patente di guida. È curioso notare che il medico esaminatore non ha fatto alcun commento sul caso, testimoniando involontariamente la genuinità della sua guarigione, di cui riportiamo il certificato medico. Il successivo articolo, ugualmente entusiasmante, è il racconto del primo mese di auto-trattamento di un lettore che provenendo da una miopia media ha avuto il coraggio di scartare subito permanentemente gli occhiali e buttarsi a capofitto nella pratica fedele dei metodi originali del Dott. Bates: i dieci decimi temporanei sono stati molto facili da raggiungere, grazie anche all’uso della lente solare e dell’aiuto, che è insostituibile fonte di incoraggiamento, offerto da una persona cara dotata di vista perfetta, disponibile a dimostrare i princìpi fondamentali della cura. Nella sezione speciale dedicata ai grandi autori di sempre, il famoso medico tedesco Georg Groddeck, autore de Il linguaggio dell’Es (1932), ci parla di immaginazione, visione e guarigione, citando Bates.

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