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Resoconto Eventi AVP

Pomeriggi estemporanei agostani 2015

Nel mese di agosto del 2015 la Associazione Vista Perfetta® ha tenuto ben tre “pomeriggi estemporanei” di studio pratico nella eccellente struttura messa a disposizione dall’ Istituto Scalabrini a Bassano del Grappa.   Grazie al tempo bello, si è potuto stare nel giardino e godere del panorama sul fiume Brenta e sulle architetture peculiari della cittadina vicentina, con il beneficio aggiuntivo di potere praticare in tutta libertà il trattamento con il sole, sia usando la Lente Solare, sia senza tale accessorio, e cioè chiudendo semplicemente gli occhi di fronte all’ astro ovvero sbirciandolo o sfarfallando su di esso o anche guardandolo direttamente filtrato dai rami degli alberi dappresso.

Durante la giornata dell’11 i presenti sono stati ben dieci, e la atmosfera di quiete assoluta tipica del mese di agosto ha giovato grandemente a tutti, in particolare ai nostri nuovi socii, alla loro prima esperienza.   Fra loro, la signora Luigia, ultra-ottantenne, che si è iscritta alla AVP per risolvere un fastidio a un occhio che da oltre un anno non ne vuole sapere di vederci come l’altro (che ha visione normale) a causa di una perniciosa maculopatía che nessun medico sa curare.   Con pazienza, la signora si è documentata leggendo alcune pagine del testo base adottato dalla AVP, ovvero il capolavoro batesiano “VISTA PERFETTA SENZA OCCHIALI”, rimanendo piuttosto perplessa quando ha dovuto affrontare il concetto — per noialtri banale — di “centrale fissazione”, per capire il quale ci ha chiesto aiuto.   Come i lettori del sito ufficiale www.SistemaBates.it (©®) sanno benissimo, la maculopatía non è altro che una forma estrema di “eccentrica fissazione”, aggravata dal fatto che la visione centrale viene completamente soppressa e al suo posto il cervello riceve un segnale scuro e nebbiastro che si estende per parecchi gradi in ogni direzione.   Praticando però il “vedere peggio altrove”, la signora ha cominciato a ridurre il problema perché la sua eccentricità è diminuita di circa due piedi, alla distanza di dieci piedi dalla tabella di controllo, il che è un ottimo segnale in cosí breve tempo.   Siamo assai fiduciosi sul suo caso.

Fra gli altri nuovi socii ci sono una mamma e la figlia di nove anni, provenienti dalla città di Verona, le quali hanno entrambi un problema di vista imperfetta.   Il caso della mamma è curioso:   miopía, astigmatismo e incapacità di incrociare gli occhi o di vedere gli oggetti stazionarî muoversi, con conseguenti mal di testa e una variante spesso assai fastidiosa, ovvero la labirintite, che è una parola difficile per indicare un concetto semplice, mancanza di equilibrio o vertigini improvvise.   La soluzione è arrivata abbastanza facilmente, dopo alcune prove, ed è scaturita seguendo un metodo molto facile:   disegnare, o immaginare, un punto nero sull’ unghia del pollice e rimirarlo con gli occhi alternati mentre si guarda in lontananza, muovendosi a dondolo laterale per sollecitare il cervello a cogliere l’illusione che mentre il dito e il corpo ruotano verso destra, lo sfondo va verso sinistra e vice versa.   Dopo ripetute prove, intervallate da momenti di interruzione nei quali la signora doveva sedersi per riposare e non cadere in terra, abbiamo avuto i primi timidi bagliori dell’ illusione del dondolío universale di cui parla tanto il Dott. Bates, con grande beneficio per tutti noi presenti.

Segnaliamo che a tarda sera la socia Letizia ha fatto una piacevole scoperta:   è stata capace di lèggere le scritte luminose di un concessionario di automobili alte circa 40 centimetri alla distanza di circa 80 metri, che potrebbe non essere un gran che per uno che ci vede bene, ma per uno che aveva un occhio cieco fino a un paio di anni fa, e l’altro con oltre quindici diottríe di miopía, è sicuramente un buon risultato, senza considerare che probabilmente avrebbe anche potuto lèggere caratteri piú piccoli o gli stessi caratteri da maggiori distanze.

Il secondo appuntamento estemporaneo agostano si è svolto il giorno 18 e qui abbiamo registrato un forte aumento dei partecipanti, ben sedici, tra cui una nostra vecchia conoscenza, il già citato Cristian, quattordicenne, che ha confermato di vedere con visione superiore al normale (26/20) una lettera sconosciuta con luce non buona (era già tardo pomeriggio all’ombra).   Ci auguriamo che il nostro valoroso socio continuerà a esercitarsi per qualche minuto ogni giorno, magari proprio con le lettere sconosciute dei “Mazzi di Strisce di Snellen”, di modo da tenere sotto controllo la sua visione e raggiungere sempre nuovi traguardi e nuove soddisfazioni personali.   Ma la regina della giornata è stata la nostra neo-socia Luigia, la quale ha avuto un lampo piuttosto continuato della grande “C” a dieci piedi (10/200) con  l’occhio che la settimana precedente era ancóra coperto dal grigiastro scuro della maculopatía.   Questo è stato ottenuto dopo che la socia Letizia ha spiegato come fare a rimirare il sole e a usare la immaginazione dell’ occhio che ci vede bene, e spostarla cosí su quello cieco.   Il risultato è ancóra prematuro ma non c’è dubbio che ci sia stato e questo dovrebbe spronare per fare ancóra piú pratica e proseguire nella lettura del libro originale del Dott. Bates, unica fonte attendibile capace di dare energía e convinzione alla pratica di tutti i socii AVP.

In questa occasione vi erano presenti due nuove socie, entrambe da fuori provincia.   La prima ci ha narrato una storia di preoccupazioni per un eventuale distacco di rètina o problemi di simile gravità, minacciati dai medici e per i quali nessuna terapía le era stata prospettata;  il suo fastidio era principalmente su un occhio e si manifestava sotto forma di strane modifiche alla visione normale con sensazioni di ondulazione degli oggetti e altri sintomi che appunto farebbero pensare a una malattia incurabile degli strati retinici.   Leggendo però il testo base del Dott. Bates “VISTA PERFETTA SENZA OCCHIALI” la nostra socia ha innanzi a tutto potuto “tranquillizzarsi” sulla sua situazione e sul fatto che una cura mediante riposo è sempre possibile e poi sul fatto che queste “illusioni” di cui soffriva non erano continue ma si alternavano in base al suo stato d’animo e al livello di logoramento a cui si era sottoposta durante la giornata (stanchezza, obblighi, condizioni sfavorevoli).   Praticando insieme agli altri i varii metodi sempre buoni come il trattamento con il sole, il palmeggio e un po’ di lettura della tabella e della stampa fine la socia Anna ha potuto testimoniare lampi di vista di 20/15 e piú anche con l’occhio “malato”.

La seconda nuova socia, di nome Gilda, si è interessata a “La Cura della Vista Imperfetta mediante Auto-Trattamento Senza Occhiali” per via della sua presbiopía che le stava dando molto noia e che vedeva sempre peggiorare a causa dell’ uso degli occhiali.   Il caso è di quelli semplici e non possiamo dilungarci troppo.   Sostanzialmente un metodo che si è dimostrato valido per lei è l’uso della memoria delle lettere piccole distanti viste perfettamente e poi immaginate guardando al SegnaLibro della Vista Perfetta tenuto a circa 7 pollici dagli occhi.   Vedremo nelle prossime giornate di studio quanto avrà ricuperato.

Alle ore 17 si è presentata, nello spazio dedicato ai visitatori, una mamma accompagnata dalla figliola di cinque anni affetta da una “grave” forma di strabismo definita “irregolare” perché gli occhi vagano da tutte le parti senza alcuno schema ripetibile e generano in chi osserva da fuori una sensazione di disagio e di sincero compatimento aggravati dal fatto che la bimba è davvero molto carina e simpatica, con le sue iridi azzurre e i lunghi capelli biondi e la parlata sciolta e temeraria che soltanto i bambini sanno dimostrare.   Comunque, una cosa era chiara nella mente della piccola, ovvero che non avrebbe mai messo occhiali in vita sua!   Questo è stato da lei ribadito piú volte a sua mamma, e per lei non contavano le numerose visite effettuate presso oculisti luminarî che parlavano anche di “operazioni” e “laser” non si sa per fare cosa (dato che nessuno avrebbe garantito il benché minimo risultato positivo, e allora perché rischiare?).   A ogni modo, essendo la mamma una assidua ascoltatrice di Radio Gamma Cinque e avendo seguíto piú volte la trasmissione della AVP che ogni tanto l’emittente padovana manda in onda, e di cui si possono riascoltare le puntate su questo stesso sito ufficiale www.SistemaBates.it (©®), si era dotata del libro seminale “LE FIABE DELLA VISTA PERFETTA” e aveva iniziato a leggerlo alla figlioletta ma non aveva ancóra acquisito il materiale minimo per effettuare una cura, che comprende sempre il testo base “VISTA PERFETTA SENZA OCCHIALI” e un insieme di Tabelle di Controllo di Snellen per poter capire bene di che si tratta e passare all’ azione concretamente:  questo spiega perché la bambina non aveva ancóra riscontrato dei beneficî materiali nel suo caso.   Ma qui ci siamo interessati noi altri socii presenti e abbiamo suggerito alla piccola Maria di provare a palmeggiare, a usare la memoria dei colori, a vedere le cose muoversi all’ incontrario, a dondolare in braccio a suo padre per vedere il mondo girare dall’ altra parte…   Niente da fare, non appena la pratica terminava e gli occhi venivano lasciati perdere, ecco che schizzavano ovunque, sopra, sotto, di lato, eccetera, potendo la bambina cambiare la fissazione a caso da un occhio all’ altro, con quello non fissante che svirgolava come una pallina da ping-pong in ogni direzione e vice versa!   Siamo però riusciti a cogliere un metodo che li ha fatti calmare per circa una decina di secondi:   la descrizione delle sue bambole preferite e il ricordo di come una di esse chiude dolcemente le pàlpebre quando lei la sdraia e la mette a dormire.   Abbiamo dato appuntamento a queste persone a un prossimo incontro, invitandole a ordinare il materiale di studio necessario e a sottoscrivere cosí la loro adesione alla AVP per poter meglio seguire l’auto-trattamento di questo caso senza suscitare false aspettative ma nella piena responsabilità di tutti i socii che volessero offrire il loro sostegno.   Vedremo come andrà, ma siamo fiduciosi:   il modo in cui la piccola asserisce che lei non vuole gli occhiali e farà di tutto per guarire i suoi occhi ballerini ci riempie di una speranza che non sarà vana.

Il terzo e ultimo pomeriggio agostano si è svolto il giorno 26 e ha visto la presenza del mitico Achille, presidente onorario AVP, anni 7, che ha portato con sé un libro tridimensionale a fumetti nel quale veniva spiegato il Sistema Solare e venivano date altre informazioni sull’ Universo e le Stelle in generale.   I personaggi ritratti nelle varie pagine componibili erano tutti senza occhiali da vista, curiosamente, ma due di essi portavano invece lenti scure da sole, al ché il nostro valoroso socio ha súbito avvisato che lui “non gli dava importanza”, a quel dettaglio, perché sapeva bene che è stata principalmente la luce del sole che lo ha salvato dalla forte vista difettosa che lo affliggeva fino a dodici mesi prima (è passato un anno esatto dall’ inizio del suo auto-trattamento e lui continua a migliorare!).   Fra le altre situazioni degne di nota abbiamo il caso della signora Luigia, che ha potuto lèggere con l’occhio quasi cieco le prime tre righe della tabella Snellen a dieci piedi, dopo aver praticato insieme agli altri i varii metodi consueti, tenendo sempre una benda piratesca sull’ occhio buono.   Complimenti a lei!   Sulla falsariga di quanto dimostrato nelle giornate precedenti, la socia Laura, che anche lei soffriva di retinopatía diabetica ed era quasi cieca fino a due anni fa, ora lègge 20/30 in buona luce e ha lampi di 15/15 , e questo è un altro incredibile caso di grande vittoria della AVP tutta (complimenti alla signora che ha dimostrato, grazie anche al sostegno del marito, un acume e una intelligenza interiori meritevoli di premio ed encomio solenne!).   Nello spazio dei visitatori abbiamo ospitato ben sei persone fra cui un giovane e brillante studente quattordicenne che è passato in pochi minuti da 17/40 a 17/15 in lampi continuati, ragionando intuitivamente sul famoso “dondolío variabile” del Dott. Bates, una pratica che è assolutamente contro-intuitiva ma che si presta bene alla contemplazione da parte di quei soggetti inclinati al metodo scientifico e che sentono dentro di sé l’urgenza di esplorare i significati ultimi dell’ esistenza terrena umana condita di tutte le sue miserie le piú gravi.   Il giovane si è fatto regalare immediatamente dal padre, lì presente e anche lui sbalordito dai piccoli miglioramenti riscontrati sulla sua stessa vista imperfetta, aggravata anche da malattie organiche dell’ occhio giudicate incurabili dai medici, nonché insegnante di Matematica e Fisica, perciò mente affascinata dalla logica e per tanto rigorosa e poco affabulabile da prestigiatori di parole o “ciarlatani alla Dott. Bates”, — dicevamo, il giovane si è fatto regalare il libro base del Dott. Bates e un insieme completo di tabelle, promettendo che sarebbe ritornato a farci visita da lì a un mese dopo averlo letto e praticato per un minimo ogni giorno segnando su un quaderno i risultati ottenuti.   Massima fiducia a lui, ma sappiamo bene che l’età è balorda e basta un nonnulla affinché la buona pratica con le tabelle vada a farsi benedire e gli occhiali che “il sistema” ci vuole fare indossare siano lì lì per trovare la loro via sul nostro naso.  Vedremo che cosa succederà:  uomo avvisato, mezzo salvato!

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