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Articoli Divulgativi Brevi

Un esperimento per l’occhio miopico

Come diminuire la miopia compiendo atti forzosi al punto prossimo.  Tutto il contrario di quello che dicono gli oculisti!

Il capitolo forse piú controverso, ai fini pratici, del libro originale del Dott. Bates è il IX, intitolato “Causa e cura degli errori di rifrazione”.

In queste pagine l’oftalmologo americano fa una affermazione parecchio scandalosa, che possiamo riassumere cosí:  un occhio miopico aumenta la miopía quando si sforza per vedere in lontananza; al contrario, lo stesso occhio miopico quando si sforza per vedere al punto prossimo, diminuisce la sua miopía.

L’affermazione, apparentemente banale, è in realtà dirompente perché non soltanto va contro tutte le teorie accettate sulla rifrazione dell’occhio e sulla sua fisiologia e anatomia, ma anche e sopra a tutto perché ci fornisce un mezzo pratico semplicissimo per fare qualcosa di concreto per diminuire la miopía!!!

Chiunque può verificare questo fatto seguendo la procedura elencata di séguito, che è batesiana al cento per cento (l’esperimento va condotto con un occhio alla volta, tenendo chiuso o coperto l’altro).

Si crei una condizione di buio pressoché totale, di modo da eliminare il piú possibile le “condizioni favorevoli” e fare funzionare l’occhio nelle condizioni piú sfavorevoli possibili, che nella vista imperfetta corrispondono in genere alla scarsa illuminazione, dove le pupille degli occhi difettosi tendono a dilatarsi oltremodo riducendo l’effetto “stenopeico” e la “profondità di campo”.

Si accenda uno schermo LCD come quello di un cellulare, che sia sufficientemente illuminato (per esempio, l’iPhone® di Apple).

Si porti detto schermo al “punto remoto”, che per l’occhio fortemente miopico può essere una distanza dagli occhi molto ridotta, come 10 o 20 cm, e nell’occhio solo lievemente miopico può essere anche di 50 cm.  Per punto remoto si intende la distanza alla quale vi è il “limite” della messa a fuoco verso l’infinito, cioè, vale a dire, oltre il punto remoto l’occhio non è piú a fuoco.

Si pratichi ora un atto forzoso, agendo intenzionalmente sugli occhi, continuando abbastanza fino a che insorge lo “sforzo” e la visione cala, cioè lo schermo LCD si sfoca.  Mentre si mantiene lo sforzo, continuando i necessarî atti forzosi, si avvicini leggermente lo schermo: si vedrà che le lettere ritornano a fuoco.  Una volta dimostrato questo, si cessino gli atti forzosi e si allevii lo sforzo, magari chiudendo gli occhi e ricordando una piccola lettera “o” con il suo bianco centro piú bianco dello sfondo.

Si porti ora lo schermo al “punto prossimo”, dove cioè l’occhio miopico vede al meglio, e a distanze piú brevi inizia a sfocare.  A questa distanza, si pratichi lo stesso “atto forzoso” intenzionale come spiegato sopra, fino a che si instaura lo sforzo e la vista si sfoca.  Ecco che siamo pronti per la vera magía:  mantenendo lo sforzo, si allontani leggermente lo schermo e si veda che a una certa distanza esso ritorna a fuoco!  Questo dimostra che lo sforzo iniziato al punto prossimo ha accorciato l’occhio, spostandone il punto di fuoco piú lontano (diminuendo la miopía!).

Si ripeta la pratica, stavolta non piú al punto prossimo, ma a un punto leggermente piú distante.  In caso di ripetuto successo, la pratica può essere portata avanti fino a raggiungere il punto remoto, e, se si è rimasti attenti agli atti compiuti, si dovrebbe essere in grado di verificare che rispetto alla prima prova effettuata, ora il punto remoto si è spostato piú lontano, e l’occhio è diventato leggermente meno miopico.

Questa dimostrazione è l’ennesima prova che il libro originale (edito da Juppiter Consulting Publishing Company®, Milano) del Dott. Bates (1920-1940) è accurato al cento per cento, mentre tutti coloro che sostengono il contrario, per ignoranza o mala fede, sono in flagrante errore e dovrebbero chiedere scusa ai pubblico e ritirarsi a vita privata, perché continuando a propagandare le loro false teorie fanno il piú grande danno che esiste al mondo, e cioè spacciare per verità una vergognosa menzogna.  Accostare il nome del Dott. Bates ad altre discipline come la “rieducazione visiva” pubblicizzata da professionisti ottici od oculistici che prescrivono occhiali o particolari ginnastiche per gli occhi che sono antitetiche ai veri metodi originali del grande oftalmologo newyorchese, autentico benefattore dell’umanità, è un oltraggio che purtroppo non sarà mai possibile impedire.  I lettori si documentino attingendo alle fonti originali da noi pubblicate e divulgate, prima di rischiare di incappare in pesanti delusioni che solamente grazie ai testi originali possono essere prevenute.

Rishi Giovanni Gatti

Originariamente pubblicato il 1 aprile 2009
Ultimo aggioranmento del 19 luglio 2013
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